Lucio Battisti Anima Latina

Lucio Battisti “” Il Mito “”

Nel 1970 ci furono due avvenimenti che determinarono una brusca virata negli atteggiamenti esterofili degli italiani : la vittoria per 4-3 dell’ Italia calcistica sulla Germania (come ben descritto sul libro di Nando Dalla Chiesa “La partita del secolo”) e la definitiva consacrazione musicale di Lucio Battisti.

Il Cantante di Poggio Bustone (Rieti) era un musicista che usciva da ogni schema sociale allora precostituitosi. Lucio Battisti non faceva parte dei cantanti contestatori che spesso nei loro testi trascendevano nell’ utopia e nella demagogia (categoria a cui non appartiene il grande Fabrizio De Andre’); non faceva parte degli scopiazzatori di musica oltre confine; e non faceva nemmeno parte di quell’esercito di tardo-melodici che tanto avevano rappresentato l’ Italia all’ estero nel boom economico di inizio anni ’60.

Cosi’ come Adriano Celentano con il suo gruppo “I Ribelli” aveva creato un “rock’n roll” nostrano condito da testi quasi sempre banali, Battisti con la “sua” “Formula 3” getto’ le basi affinche’ il rock Italiano potesse divenire fenomeno di massa.

I testi delle sue canzoni nonostante trattassero spesso gli stessi argomenti romantici dei suoi contemporanei non erano mai troppo personalizzati e, trattando situazioni estremamente comuni in cui ognuno poteva ritrovarsi, riuscivano ad essere piu’ coinvolgenti e trasmettere emozioni : il primo passo verso l’arte.

La sua coerenza in tal senso si tradusse anche nel rifiutare di cantare testi e suonare brani di altri cantanti soprattutto se stranieri e nell’ imporre il 33 giri all’attenzione dei giovani facilitando cosi’ l’attenzione nella percezione musicale e favorendo cosi’ anche il processo gia’ in atto di sostituzione della musica da ballo con la musica da ascolto. In pratica una rivoluzione. In breve tempo il suo nome divenne un simbolo. Parlare di Lucio senza indicarne il cognome, in quegli anni voleva dire parlare univocamente di Battisti cosi’ come “parlare dell’Avvocato” ha sempre significato parlare di Giovanni Agnelli.

Questo simbolo raggiunse delle vette di successo e qualita’ che in Italia nemmeno i Beatles avevano mai raggiunto. Ogni suo Long Playing prodotto nell’era Mogol raggiunse il top della hit-parade italiana.

Nel 1969 si presento’ nella Hit Parade italiana per la prima volta il 24 Maggio con “Acqua azzurra, acqua chiara”. Il 7 Giugno raggiunse il quarto posto per rimanere nella Top Ten fino al 9 agosto. Il 6 Dicembre dello stesso anno rientro’ in classifica con “Mi ritorni in mente” che il giorno di San Silvestro raggiunse il secondo posto.

Il 1970 fu la sua prima annata trionfale : il 10 Gennaio raggiunse per la prima volta la vetta della classifica con “Mi ritorni in mente”; il 4 Luglio rientro’ in classifica con “Fiori rosa, fiori di pesco” che raggiunse il terzo posto (fu l’ultima volta che un suo 45 giri non arrivo’ primo); il 14 Novembre rientro’ nuovamente in classifica con “Anna” che il 28 dello stesso mese era al numero uno.

Il 1970 fu un anno in cui comparve nella top ten per oltre 20 settimane; in meta’ delle classifiche di quell’anno nelle quali raggiunse due volte il primo posto ed una volta il terzo; in alcune classifiche addirittura comparve contemporaneamente al Numero 1, al 2 ed al 3 degli ascolti (considerando che il retro dei suoi 45 giri era spesso piu’ ascoltato del brano principale, come nel caso di “Acqua azzurra, acqua chiara”).

Il retro del piccolo vinile di quei due anni trionfali infatti erano canzoni dello spessore di “Acqua azzurra, acqua chiara” (“10 Ragazze”), “7 e 40” (“Mi ritorni in mente”), “Il tempo di morire” (“Fiori rosa, fiori di pesco”) e “Emozioni” (“Anna)”.

Alla fine del 1969 e del 1970 Battisti pubblico’ anche i primi suoi 33 giri : l’omonimo “Lucio Battisti” nel 1969 ed “Emozioni” nel 1970. I due LP comprendevano un tal numero di successi da poter competere per quantita’ con le intere carriere fin li’ raggiunte da personaggi come Morandi e Celentano …

Il 1971 non fu da meno del 1970 che inizio’ subito con la Hit “Anna” nelle Top Ten fino al 6 Marzo. Il 29 Maggio vi entro’ nuovamente con la canzone divenuta mito “Pensieri e Parole”; la celebre song rimase al primo posto per ben 14 settimane fino al 4 settembre (record assoluto mai raggiunto sino ad oggi) rimanendovi sino al 9 Ottobre, data in cui compariva nella Top Ten con due brani : “Pensieri e Parole” e “Dio mio no”.

Quest’ ultimo non arrivo’ al primo posto solo perche’ apparteneva allo stock degli ultimi tre 45 giri; gli altri erano “Le tre verità” ed “Elena no” della produzione “Ricordi” pubblicati in rapida sequenza nel Luglio 1971, Ottobre 1971, Marzo 1972; “Dio mio no” fu subito sostituita da un altro capolavoro-mito della produzione personale “Numero uno” : “La canzone del sole” del Novembre 1971, rimasta in testa fino alla fine dell’ anno.

I numeri sono questi …

Lucio e’ stato nella Top Ten 44 settimane su 54; delle quali 20 settimane al primo posto (quasi la meta’ !); tre sue diverse canzoni hanno raggiunto la vetta ed il 2 Dicembre ben quattro canzoni occupavano i primi quattro posti degli ascolti radiofonici …

… Credo che nell’ intero mondo non ci sia mai stato un fenomeno musicale cosi’ travolgente …

Ma il 1971 fu il picco commerciale solo per le statistiche; cosi’ come avvenne per i Beatles dal 1966 (data del loro ultimo concerto) al 1970, Lucio Battisti dal 1972 in poi divenne una specie di Re Mida : ogni cosa che faceva si trasformava in oro, tanto da produrre da quella data 4 albums da essere inseriti tra i primi dieci della storia musicale Italiana dagli occasionali statistici e cioe’ : “Umanamente uomo, il sogno”, “Il mio canto libero”, “Il nostro caro Angelo (1973)” ed il culmine con “Anima Latina” (1974) : ovviamente tutti al primo posto delle hit 33 giri che nel frattempo erano diventati il termometro del gradimento giovanile al posto dei 45 giri.

Primato del piccolo vinile che in ogni caso continuava a mantenere con “I Giardini di Marzo” nel 1972, “Il mio canto libero” nel 1973 e “La collina dei ciliegi” nel 1974.

Quest’ ultimo creo’ una rarita’ commerciale; uscito come retro de “Il nostro caro angelo” ben presto lo supero’ nel numero di ascolti : venne quindi ritirato dal mercato e ristampato, cambio’ copertina ed ordine sul 45 giri (da lato B diventava Lato A).

La svolta del 1972 fu soprattutto nei testi e segui’ quella dell’ anno precedente con l’album “Amore e non amore” nella musica. I testi divennero piu’ maturi, trattavano argomenti seri come il divorzio, la conflittualita’ coniugale, l’ emarginazione (“Gente per bene e gente per male”) in maniera cosi’ coinvolgente da essere eteree.

Canzoni come “Io vorrei, non vorrei ma se vuoi”, “Luci dell’Est”, “L’ aquila”, “Anima latina”, “Gente per bene e Gente per male”, “il nostro caro angelo”, “Il mio canto libero”, etc. di Battisti-Mogol andavano oltre la semplice musicalita’ proponendo all’ ascoltatore temi nuovi nelle canzoni del duo sulle quali anche riflettere.

Come si puo’ dimenticare ad esempio la descrizione dello stato di innamoramento in “io vorrei, non vorrei, ma se vuoi” nella strofa “Come puo’ lo scoglio arginare il mare, anche se non voglio torno già a volare …” … E come possiamo trascurare che il suo amore per la bella frase lo porto piu’ tardi al connubio con un poeta di professione, Pasquale Panella.

In questo contesto “Anima Latina” con il viaggio in Sudamerica di Battisti rappresenta in tutto e per tutto quello che per i Beatles possono aver rappresentato “Revolver” per la nuova direzione psichedelica della band e “Magical Mistery Tour” per l’ ispirazione del viaggio in India e su un autobus in Inghilterra alla Jack Kerouc.

Attenendosi allo spirito di allora che innalzava l’acquisto del 33 giri a simbolo di azione intellettuale ed attenendosi alle nuove esigenze di immagine “Anima Latina” usci’ senza la contemporaneita’ del rispettivo 45 giri (o meglio il 45 ” Due mondi” / “Abbracciala , abbracciali , abbracciati” fu stampato in poche copie e mai distribuito), una rivoluzione per un Cantante commerciale quale Battisti.

Dopo “Anima Latina” cosi’ come avvenne per i Beatles con “Sgt Pepper” la carriera di Battisti continuo’ con la nuova impronta sino a “Una giornata Uggiosa” album che segno’ la sua separazione artistica da Mogol.

Durante questo periodo uscirono 4 album “La batteria il contrabbasso etc.” nel 1976, “Io, tu noi tutti” nel 1977, “Una donna per amico” nel 1978 e (appunto) “Una giornata uggiosa” del 1979.

Naturalmente tutti e quattro gli album raggiunsero i vertici nella classifiche dei Long Playing ed i singoli “Ancora tu”, “Amarsi un po’ “, “Una donna per amico”, quella dei 45 giri; ma per la prima volta dal 1979 “Una giornata uggiosa” raggiunse solo il secondo posto. Segno dei tempi ? No, semplicemente perche’ un altro brano dell’ album ebbe piu’ successo , cioe’ il suo retro “Con il nastro rosa”.

Prima di introdurre il mito del Battisti “Autore” che anticipo’ e convisse con quello del Battisti “interprete” desidero proporre la frase che Lucio pronuncio’ durante la sua ultima intervista radiofonica del 18 Maggio 1979 fatta agli studi della RTI (Radio televisione Svizeera) anticipatrice dell’ultima sua apparizione Tv avvenuta il 4 Luglio 1980 alla Tv Svizzera-tedesca, frase che fara’ giustizia circa tutte le illazioni e tutta la dietrologia nata dalla rottura del sodalizio con Mogol : frase che sintetizza tutto cio’ che fin qui e’ stato descritto.

Alla domanda “Quali sono i tuoi prossimi obiettivi ?”, Battisti rispose “Se per obiettivi si intende il successo, non ho piu’ obiettivi poiche’ oggettivamente prima del primo non si puo arrivare.”

Infatti dall’album successivo e’ finito il mito commerciale ed e’ iniziato quello umano.