-
Progetti sui linguaggi della creazione contemporanea
work.lab coinvolge annualmente artisti di fama internazionale, studenti, pubblico e luoghi attraverso una rete di collaborazioni sempre più ampia con istituzioni pubbliche e private.
Dopo l'esperienza estiva a Firenze che ha visto protagonisti l'artista tedesco Thomas Kilpper e giovani artisti di diverse nazionalità, ospiti di Villa Romana e del Museo Marino Marini, work.lab ritorna nella città di nascita, Bologna, e in questa seconda parte dell'anno torna ad essere affiancato da importanti realtà della città: la residenza per artisti Nosadella.due, Raum-Xing, lo spazio Ex-Brun e Città del Capo - radio metropolitana.
Gli artisti invitati in questa occasione sono il video-maker Reynold Reynolds (USA) e l'artista italiana Liliana Moro (Italia). In entrambi i laboratori, che si svolgeranno rispettivamente nel mese di ottobre e di novembre, la componente scenica e teatrale, presente nelle ricerche artistiche dei due tutor, sarà predominante. Saranno due laboratori molto simili ma opposti, da una parte troviamo l'immagine, la vista affidata al video, dall'altra la voce e l'udito sollecitato dalle frequenze radiofoniche.
A partire dal 2010, work.lab ha istituito un bando per la selezione dei partecipanti ai laboratori, rivolto a giovani artisti e a studenti di discipline artistiche, al fine di estendere
la possibilità di coinvolgimento ad un maggior numero di giovani, italiani
e non.
Comitato scientifico selezione giugno: Lelio Aiello (Presidente),
Angelika Stepken (direttore Villa Romana), Alberto Salvadori
(direttore Museo Marino Marini ), Thomas Kilpper (Artista).
Comitato scientifico selezione settembre: Lelio Aiello (Presidente),
Elisa del Prete (Nosadella.due), Silvia Fanti
(Xing), Guido Molinari (Critico d'arte) .
Press
Comunicato work.lab 09.05.2011
Comunicato english work.lab 09.05.2011
Comunicato Reynolds/Moro 07.10.2011
Comunicato Reynolds/Moro engl. 07.10.2011
Contatti
déjà.vu / ufficio stampa
press@dejavu-bo.it
T +39 347 7970931
déja.vu - Aritmia / info
info@dejavu-bo.it
www.dejavu-bo
Associazione culturale aritmia
Via Gagarin 9 | 40131 Bologna
tel 051.6341586
c.f. 91268200374
Orari e tickets
Per accrediti stampa scrivere a press@dejavu-bo.it
Per ricevere le newsletters info@dejavu-bo.it
Suoni e relazione
Tratto caratterizzante del progetto di Bianco-Valente (Italia) e Brandon LaBelle (USA) è stata l’attenzione al quotidiano e alle sue implicazioni territoriali e sociali, con l’invito rivolto agli artisti a lavorare su elementi della città e sulle sue dinamiche relazionali: la dimensione sociale della musica (Brandon LaBelle) e la relazione tra luoghi fisici e mentali (Bianco-Valente).
Comitato scientifico di selezione 2010: Lelio Aiello (presidente),
John Duncan (artista e docente), Maurizio Finotto
(regista cinematografico e docente), Elisa Fontana (critica
e performer) .
L’esotico urbano
La terza edizione di Worklab prosegue il discorso tra installazione e
performance, con il coinvolgimento di un artista italiano, Marcello Maloberti, invitato a realizzare insieme agli studenti dell’Accademia di Belle Arti
e del Dams, una installazione ed una serie di performance urbane. Si riconferma la collaborazione con Raum-Xing nella co-produzione del lavoro.
Installazione e performance
Proseguendo con il coinvolgimento di artisti di diversa provenienza, Cesare
Pietroiusti e Emilio Fantin dall’Italia, Carl Michael von Hausswolff dalla
Svezia, è stata confermata la traiettoria progettuale dell’anno precedente,
mettendo in relazione giovani artisti e studenti, segnalati da critici
e curatori del settore, con personalità affermate del sistema dell’arte.
Sono stati coinvolti nuovi spazi cittadini per lo svolgersi di diverse
modalità di lavoro, prevedendo l’uso del web, di sonorità quotidiane e
performance.
Ricerca sonora e spettacolo dal vivo
I laboratori sono stati affidati a John Duncan
e Kinkaleri. L’approccio al lavoro è stato di tipo sperimentale,
con un gruppo di studenti e giovani artisti che ha avuto la possibilità
di confrontarsi con le modalità di lavoro di personalità affermate, in
uno scambio dialettico e aperto. I giovani hanno così avuto l'opportunità
di seguire passo dopo passo lo svolgimento di una produzione, dall’ideazione
del progetto all’esposizione, in un’ottica creativa e professionale.
Il risultato del lavoro sono stati una mostra e due live inediti aperti
al pubblico.