Premiata Forneria Marconi – ( PFM ) – L’ Isola di Niente

Franco Mussida – chitarra elettrica, chitarra acustica, voce solista.

Flavio Premoli – piano, tastiere e voce solista. Mauro Pagani – violino, flauto e voce.

Jan Patrick Djivas – basso e voce. Franz Di Cioccio – batteria, percussioni e voce.

guests : Claudio Fabi – arrangiamenti. coro ”Accademia Paolina da Milano”.

Nati sulle ceneri de I Quelli, gruppo beat della fine degli anni ’60, Mussida, Premoli, Di Cioccio, Pagani : si sono affermati inizialmente quali sessionmen negli studi discografici della Ricordi. Da menzionare la loro partecipazione in gran parte dei dischi di Battisti all’ epoca della Ricordi. Quindi con Giorgio Piazza al basso si costituiscono in Premiata Forneria Marconi agli inizi degli anni ’70 raccogliendo le influenze del rock progressivo inglese per renderle proprie. Dapprima gruppo spalla nei concerti dei gruppi rock stranieri sono riusciti immediatamente a crearsi una nutrita schiera di pubblico che saltava gioiosa sulla tarantella-rock “E’ la festa” divenuta poi “Celebration” per poi rimanere in assoluto silenzio dinanzi ai loro lunghi brani di rock progressivo esplodendo in fragorosi applausi ed urla nel finale dei pezzi.

“L’Isola di Niente” e’ un capolavoro di brano di rock progressivo che non e’ secondo a nessuno nel suo genere. Nasce con il coro dell’ Accademia Paolina di Milano, ma nel suo lungo percorso si trasforma in rock poderoso, in celestiali arpeggi, in sognanti melodie, ed ancora in cori. Raccoglie in se’ una mezza dozzina di temi musicali incollati da brevi passaggi di vento od anche di ferma-tempo.

“Is my Face on Straight”, unico brano in inglese del disco, dall’ incedere ora zoppicante ora ritmico viene disegnato da Premoli e Mussida su linee melodiche intriganti. Ne esce un brano tecnicamente ottimo, ma dai suoni melodiosi inefficaci.

“La Luna Nuova” : piu’ breve della title-track e’ un altro capolavoro. Brano gioioso, vitale : Pagani fornisce ottimi fraseggi alle linee melodiche costruite da Premoli. La parte centrale e’ magnificamente sognante. Quella ritmica e’ straordinaria. Ritornano tarantelle ed aperture pompose. Finale con breve assolo di Mussida.

“Dolcissima Maria” tocca il cuore dell’ ascoltatore. Perla di assoluto relax del gruppo : tutto rimane sospeso, fluttuante, nell’ attesa del gran finale in leggero crescendo impreziosito dal flauto di Pagani.

“Via LumiĆ©re;” ha un’ apertura di basso. Il brano prende subito corpo, irrobustendosi di suoni sgraziati. Gran lavoro ritmico. Il brano sembra in bilico tra contaminazioni di jazz elettrico ed elettricita’ rock. Solo a due minuti e mezzo dalla fine entrano magnifici suoni di rock progressivo. Non vanno in crescere ma in diminuire e salvano in parte un pezzo dalle difficili tematiche ritmico-melodiche.

Grande gruppo questa Premiata Forneria Marconi. Difficile non riconoscere che “L” isola di Niente” e’ si’ tra i capolavori del rock italiano, ma sicuramente ha un posto anche tra i capolavori del rock progressivo di sempre. Il primo ed il terzo brano sono perle assolute di questo genere musicale con fraseggi melodici e cambi di tempo davvero impressionanti. In questo disco impera Premoli, anche se gran parte dei pezzi portano la firma del coautore : il grande Mussida. Pagani partecipa brevemente con fraseggi di violino e flauto, davvero importanti, alla cucitura delle linee melodiche ed affida anche alla sua penna la sua opera nel disco. Un peccato che il lavoro musicale di Pagani, che piu’ avanti lascera’ il gruppo, non fosse piu’ esteso nei lunghi brani. Di Cioccio e Djivas (quest’ ultimo in uscita dagli Area) fanno un perfetto lavoro ritmico. Unico neo del disco, ma di tutti quei dischi italiani degli anni ’70 : la loro breve lunghezza.

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