Popol Vuh Hosianna Mantra

guests : Conny Veit : chitarre elettriche e 12 corde. Robert Eliscu – oboe.

Djong Yun – soprano coreana. Klaus Viese – percussioni.

Alois Gromer – sitar. Fritz Somkeimer – violino.

Popol Vuh “Hosianna Mantra”.

I Popol Vuh nascono per volonta’ di Florian Fricke nella Germania del 1969. Il nome deriva dal libro dei morti degli antichi Maya. Il primo album del 1970 “Affenstunde” e’ orientato verso il pop elettronico. Con il secondo del 1971 “In Der Garden Pharaos” che mischia l’ elettronica alla musica classica il gruppo si fa notare… Ma e’ con il terzo album del 1972 “Hosianna Mantra”, con una formazione rimaneggiata ed estesa, i Popol Vuh giungono a farsi conoscere fuori dai confini tedeschi.

Il gruppo di Florian Fricke tocca l’ apice creativo con questo LP che fonde, molto in anticipo sui tempi, spiritualita’ moderne ed antiche. E’ l’ inizio primordiale di quella che verra’ definita Musica New Age. Florian Fricke se ne discostera’ dalla classificazione : amareggiandosi del termine. Della sua Musica dira’ che non va utilizzata per relax e come sottofondo musicale, ma casomai per pensare …

“Hosianna Mantra” abbandona gli esperimenti elettronici dei primi due dischi ed abbraccia completamente i suoni classici del pianoforte, dell’ oboe, della voce umana. La chitarra elettrica e’ fluida, quasi limpida, ben inserita nel contesto classico. Florian Fricke, produce ed arrangia il disco. I brani : sono visioni musicali bellissime che incantano. I Popol Vuh non raggiungeranno mai piu’ nella loro lunghissima carriera una simile creativita’.

“Ah !” : abbandonarsi alle cascate di note del piano con il sitar che rumoreggia dietro e’ un piacere uditivo. La chitarra elettrica assomiglia ad acqua di sorgente…

“Kyrie” e’ mossa da una elettricita’ della chitarra che la voce di Djong accompagna fino a quando piano ed oboe ne rapiscono il motivo. Soavemente il brano si ricompone amalgamandosi tra i vari strumenti con note di sitar che gracchiano il fondo sonoro.

“Hosianna Mantra” affronta in quasi dieci minuti fasi di delicata pace sonora, regalate dalla voce e dall’ oboe elegantemente, e fasi di improvvisazione liquida della chitarra elettrica. La voce della soprano coreana non e’ marcatamente in primo piano ed e’ veramente d’ effetto collegata ora alle note del piano, ora a quelle dell’ oboe. Quando le note degli strumenti giungono a grappolo : danno proprio la sensazione di leggere ondate.

“Abschied” … pare di stare nel Giardino dell’ Eden a contemplare la Natura … con lunghe e graziate note di oboe che toccano l’ animo e leggeri tocchi di piano e di chitarra … niente di piu’ che Pace …

“Segnung” rimette in campo la voce di Djong che dipinge visioni celestiali mosse dal piano e dai grappoli di note della chitarra…

“Andacht” e’ un passaggio strumentale leggermente vibrante …

Da “Nicht Hoch Im Himmel” sgorgano limpide melodie. Tutto si muove quieto. Come in un flusso leggero che prende dentro con pennellate delicate di voce, pianoforte e chitarra.

“Andact” e’ il passaggio strumentale leggermente vibrante che chiude il disco …

Un album bellissimo “Hosianna Mantra” (1972). Un LP che ha perso qualsiasi colore Rock, se non fosse per la presenza di quella chitarra elettrica qui utilizzata in chiave liquida.

Unica nota negativa, e solo lieve : una certa ripetitivita’ di alcune sonorita’ ritmico/melodiche.

Florian Fricke, vero artefice di tutta l’ opera, non e’ per nulla invadente con le sue tastiere (pianoforte e clavicembalo, nien’ altro!). Anzi “Hosianna Mantra” dei Popol Vuh, sembra proprio un album perfettamente equilibrato nei vari strumenti, voce femminile soprano compresa…

Una Musica per Rilassarsi, da sottofondo a qualcosa … od anche per Pensare… Si lasci ad ogni ascoltatore di scegliersi cosa farne … come fruirne…!