POOH Parsifal

Dody Battaglia – voce principale, chitarra elettrica ritmica e solista, chitarra acustica.

Roby Facchinetti – voce principale e cori, tastiere, piano, effetti.

Red Canzian – basso. Stefano D’ Orazio – batteria, percussioni.

guests : orchestra. Valerio Negrini : testi.

Nel 1973, con “Parsifal”, Red Canzian giunge a sostituire Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio si siede al posto di Valerio Negrini che rimane comunque il ”quinto” Pooh per i testi delle songs.

Ma il valore di “Parsifal” non risiede, ovviamente in questo. Il periodo musicale era quello del rock sinfonico, con spartiti dilatati, lunghe parti strumentali, sontuose orchestrazioni. E questo fu per alcuni un pregio; per altri un difetto : dell’ album. I Pooh : l’orchestra l’avevano sempre usata. Quello che i quattro non avevano mai fatto e che per questo li incuriosiva : era la lunga song, ovvero la suite. Cioe’ confrontarsi con i gruppi ‘progressive’ inglesi. E con la title-track fecero il loro capolavoro assoluto.

Nell’album, pero’, non c’era solo “Parsifal” : un buon riscontro di classifica ebbero canzoni piu’ tradizionali di ottimo livello come “Io e te per altri giorni” ed “Infiniti noi” registrate con un’orchestra di 60 elementi, anche se fu la vicenda del ”cavaliere senza macchia e senza paura” che fini’ per restare nella storia musicale dei quattro.

“L’ Anno, Il Posto, L’ Ora …”, una canzone bellissima con arpeggi acustici ed elettrici che fanno da traino, sostenuti dal basso di Red e voci di Dody e Roby che si susseguono con sferzate classiche orchestrali e violini spezza-cuori. Nel finale moog e sint come effetti decorativi.

In “Solo Cari Ricordi” il tempo della batteria e del basso fanno da cornice ad una song dai tratteggi molto classicheggianti con tanto di voci rinforzate e archi in spolvero. Sul finale di song Dody imperla un ottimo assolo.

Gioiosa e grandiosa, corale ed orchestrale “Io e Te per altri Giorni”. Sopra un piano che ora funge da ritmica, ora arpeggia : la storia di un amore con violini e fiati a cesellare. Basso e batteria sempre modesti. Finale con trombe.

“La Locanda” apre acustica con Dody a cantarla. L’ incedere sembra quasi un valzer (un-due-tre) … Ci si mette anche un tamburello a scandirla. Un filo di Hammond la rende un tantino ”elettrica” ma e’ l’ orchestra che l’ incornicia con un finale in crescere da suoni beatlesiani.

“Lei e Lei” e’ scritta al piano. La voce di Roby si raddoppia e si sovrappone innalzandosi. Anche qui lo zucchero ce lo mette l’ orchestra.

“Come Si Fa” e’ una bellissima canzone sull’ amicizia maschile, messa in crisi dall’ arrivo di una ”lei” tra i due. Acustica con tratti orchestrali vede Dody come ”io” narratore-cantante. Ritmica leggera.

Spolvero orchestrale in “Infiniti Noi” con piano e violini presi a prestito da un opera classica ed una tenerezza, nel canto, disarmante.

“Dialoghi” e’ un easy-pop, con appoggi orchestrali troppo presenti e ripetitivi.

“Parsifal” e’ un brano magnifico dai forti accenti classici con pianoforte, cori ed orchestra che si susseguono e lo dilatano magistralmente. Il tempo e’ soft con un ottimo basso poderoso che esce brevemente tra i solchi. La song viene sferzata da eccezionali assoli chitarristici, non lunghi, che poi debordano graffianti nei cori e negli archi. Finale in crescere … e che dire : un capolavoro di song.

Un bell’ album di belle canzoni ed una grande suite. Forse l’ album risente dell’ epoca nel quale e’ stato scritto ed a tratti l’ orchestra appesantisce i suoni. E’ troppo dentro le songs mentre il lavoro di basso e batteria sono affogati dalla troppa classicita’ delle stesse. Le voci di Battaglia e Facchinetti sono ottime, anche se quest’ ultimo quando va sugli acuti e’ eccezionale.

I 12 minuti che danno il titolo all’album nacquero a pezzi. Un paio d’anni prima, a Facchinetti era stata chiesta una colonna sonora per un film di Lattuada. Non se n’era fatto niente, ma le musiche erano rimaste : divennero la parte centrale del brano cui venne unito un tema gia’ presente nell’album “Contrasto” del 1969. Per la prima parte Roby compose un tema di sapore chopiniano su cui Negrini scrisse un testo ispirato alla leggenda del Sacro Graal. Il resto lo fecero le chitarre di Battaglia con un paio di assoli da abbecedario per aspiranti chitarristi. Alla fine il brano funziono’ benissimo : era in linea con la produzione musicale piu’ evoluta.

Certo non impressio’ piu’ di tanto i fans dei Genesis o della PFM, ma sicuramente porto’ molti che ascoltavano solo canzonette ad un rock piu’ evoluto.

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