Pink Floyd A Saucerful of Secrets

David Gilmour – voce e chitarre elettriche ed acustiche ed effetti. Nick Mason – batteria e percussioni.

Roger Waters – voce, basso, effetti. Richard Wrigth – voce, piano, tastiere ed effetti.

Pink Floyd “A Saucerful of Secrets”.

“A Saucerful of Secrets” e’ l’ album dell’ entrata di David Gilmour al posto di Syd Barrett. Su questo personaggio nel corso degli anni sono uscite tantissime storie. L’ unica cosa certa fu che nel tour successivo all’ uscita del primo disco l’ uso abbondante di droghe allucinogene avesse spersonalizzato il chitarrista Syd. Barrett ( – in continuazione – ) era divenuto scostante negli appuntamenti, nervoso od assente con gli altri della band e nei live-show. In effetti capitava che durante la serata potesse suonare per l’ intero concerto lo stesso accordo. Insomma era ormai completamente sballato e la sua sostituzione fu inevitabile. David Gilmour era di Cambridge e proveniva dalla stessa scuola di Waters e di Barrett. Era in sostanza gia’ amico del gruppo. Non sostitui’ subito Barrett ma lo affianco’ dal 18 febbraio 1968 per sette settimane sullo stesso palco dei Pink Floyd ed il 6 aprile quando Syd se ne ando’ : David entro’ stabilmente nella band psichedelica. L’ album “A Saucerful of Secrets” usci’ il 29 giugno 1968 con recensioni favorevoli : dando fiducia al gruppo che aveva perso il songwriter piu’ prolifico ( Barrett appunto – fino ad allora – ). Waters emerse come compositore firmando i lunghi brani psichedelici del secondo album che esploravano a fondo questo genere musicale. Waters stava indicando al gruppo ed al mondo del rock la strada che la psichedelia stava intraprendendo avvalendosi dell’ elettronica.

Giro ripetitivo di basso (il pezzo e’ firmato Waters) e “Let there Be more Light” inizia… Cadenzato, vocale, armonico… con il brano che incorpora una serie di ritornelli in proto-hardrock. Il finale e’ lasciato alla solista di Gilmour.

“Remember a Day” esce dalle dita di Wright e sembra uscire da una registrazione in studio con il Barrett del primo disco. Ma Syd non c’ e’ piu’ … E’ un bel rock dai contorni psichedelici e stralunati con una acusticita’ del pianoforte interessante.

“Set the Controls for the Heart of the Sun” e’ un altro bel viaggio nello spazio-cosmico-psichedelico dei Pink Floyd. Parte adagiandosi su tastiere, xilofono, basso e tamburi lontani… e poi … piu’ avanti … inserisce la marcia “”spazio-tempo”” … entrando nell’ universo della psichedelia piu’ magmatica e corposa… per concludere con suoni spaziali e con il tema musicale iniziale. Lo scriveva Waters.

“Corporal Clegg” e’ un altro brano di Waters in stle rock-pinkfloydiano prima maniera…

La title-track “A Saucerful of Secrets” rappresenta tutte le sonorita’ psichedelico-spaziali che i Pink Floyd riuscivano ad inventare all’ epoca. La sua ritmica ripetitiva viene lacerata da suoni cacofonici-elettrico-pianistici : un autentico caos sonoro. E’ un perfetto brano firmato da tutti e quattro i musicisti di psichedelia-avanguardistica con finale d’ organo ed un crescere vocale da brividi.

“See – Saw” e’ un brano piu’ tranquillo e cantato quasi come una cantilena con coretti fiabeschi, con pizzichi di psichedelia, che si appoggiano sull’ acustica-percussiva di Mason ed il piano e le tastiere (il pezzo e’ suo) di Wright.

“Jug Band Blues”, anche i Pink Floyd psichedelici si cimentano con le origini del rock… a modo loro… riprendendo una brano di Barrett.

Se Waters e’ il genio di “A Saucerful of Secrets” : non sono da meno in fase di arrangiamento gli altri tre membri. Gilmour aggredisce i brani distorcendo oltremisura oppure entra lancinante con la chitarra elettrica; Wright ora fa da tappeto ora incide suoni cosmici che vagano… Mason misura le cadenze del viaggio psichedelico e sferza piatti a profusione… In conclusione un album bellissimo, con qualche calo di forma qua’ e la’ nei brani piu’ corti … Ma averne di dischi psichedelici cosi’ …

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