Nice Ars Longa Vita Brevis

Keith Emerson – voce-cori, tastiere, piano, effetti.

Lee Jackson – voce principale, basso, chitarre. Brian Davison – batteria, percussioni.

Guest : orchestra arrangiata e diretta da R. Stewart.

Nice “Ars Longa Vita Brevis”.

“Ars Longa Vita Brevis” (Immediate, 1968) dei Nice, si fonde negli interessanti adattamenti classici; in realta’ “Daddy Where Did I Come From” ed “Happy Freuds” sono felici appendici di psichedelia leggera si’, ma pre-progressive a tutti gli effetti.

“Ars Longa Vita Brevis”, secondo album dei Nice, fu uno dei lavori piu’ innovativi del periodo.

“Ars Longa Vita Brevis” (Immediate, 1968) non abbonda di adattamenti classici legati al rock dei Nice, ed ha un uso diluito dell’ orchestra. Ne esce un disco molto interessante di ottimo connubio : band-archi-fiati.

I tre brani iniziali di “Ars Longa Vita Brevis” sono un omaggio al pop psichedelico, ma anticipano il progressive dell’ anno successivo. La suite e’ un lungo brano in cinque movimenti in cui Keith Emerson offre tutto il suo virtuosismo creativo. C’ e’ spazio anche per il solo di Davison.

“Ars Longa Vita Brevis” e’ comunque un disco chiave per capire le prime forme del prog inglese e le radici degli ELP, che avranno piu’ fortuna soprattutto commercialmente, dei Nice.

“Daddy Where Did You Come From” e’ un pezzo ironico; Emerson si alterna tra il piano e l’Hammond. Il tono psichedelico e’ accentuato dalla voce delirante di Jackson. Gli effetti sonori fuoriuscenti dalle tastiere sono carini. C’ e’ pure la voce di un bambino. Entrano chitarrate elettroacustiche. L’ acidino sfocia nel prog.

“Little Arabella” e’ un ibrido pop-jazz che gode anche di un bel basso saltellante e di un leggero arrangiamento sinfonico. Il lavoro di Emerson e’ meno appariscente, ma efficace, soprattutto col motivetto reiterato eseguito all’Hammond. La base ritmica svolge soltanto un semplice lavoro di accompagnamento.

“Happy Freuds” ha acidi accenti ed e’ piu’ pop che rock. E’ il brano maggiormente legato agli esordi della band. Bel lavoro dei piatti. Le voci non convincono, i coretti sono ingenui.

“Intermezzo From The Karelia Suite” e’ un bellissimo esempio di come Keith riesca a rielaborare i classici, in questo caso il compositore finnico Sibelius Johan Julius, in chiave psic-rock-prog; il sound e’ piu maturo nel basso e nelle percussioni. Musicalmente dominano le tastiere, le fughe di Emerson-Sibelius. Le accelerazioni di Hammond e le sue pause sono piu’ evidenti. Il psichedelico ha qui fine. E’ l’ era del progressive. Effetti hendrixiani sopraggiungono; ed effetti emersoniani pure.

“Don Edito El Gruva” e’ un breve frammento sonoro di appena 15 secondi. E’ il finale orchestra con fischi da capotreno e risate della band sul fondo.

Ars Longa Vita Brevis / Symphony For Group And Orchestra e’ un lungo brano psic-rock-prog sinfonico, massima espressione musicale dei Nice. La suite e’ suddivisa in cinque movimenti che esaltano la magniloquenza e l’egocentrismo musicale di Emerson. Musica classica attualizzata ed impreziosita.

1) Prelude: Keith Emerson va in una delle sue fughette … la classe del suo modo di suonare le tastiere con estrema semplicita’ e devastante.

2) 1st Movement Awakening : salgono in cattedra : batteria, piatti e percussioni. Interessante esperimento di Davison.

3) 2nd Movement Realisation : il gruppo si riunisce. Basso davanti ed Hammond sul fondo. Quindi Keith si siede al piano ritmandolo.

4) 3rd Movement Acceptance “Brandenburger” : estrapolazione del concerto di Johann Sebastian Bach. Gruppo ed orchestra si fondono elegantemente. Ottimi sia Emerson che Davison. L’ orchestra non appesantisce, anzi ne rafforza le emozioni stilistiche.

5) Coda – Extension To The Big Note : vede il dominio di Keith Emerson che corre e corre su scale e scale mentre Jackson dal fondo canta piu’ volte “Ars longa Vita Brevis”. In pre-finale ancora effetti acido/psichedelici con Hammond a vibrare. Finale con tastiere e trombe.

Nel 1968 i Nice uscirono sul mercato con lÕ album dal titolo in lingua latina “Ars Longa Vita Brevis” : “la vita e’ breve lÕ arte dura nel tempo”.

In effetti i Nice hanno avuto vita breve, ma anche il merito di iniziare un discorso che poi ha continuato nel tempo, toccando vertici altissimi, pioneristicamente esaltanti e dal grande valore storico.

Liberatosi del chitarrista, David O’ List, i Nice, in pratica Keith Emerson + 2 … , esprimono al meglio la loro essenza musicale pubblicando il disco storico : “Ars Longa Vita Brevis”, appunto.

I Nice di Keith Emerson sono lÕ emblema di questa storicita’: ovvero dal psic al prog, passando per il rock romantico! I Nice sono stati la band che piu’ di tutte le altre del periodo (Moody Blues, Procol Harum) ha saputo incarnare il passaggio dallÕ acid rock, dal romatic rock, allÕ art rock, partendo da felici contaminazioni atte a sposare la musica classica e la popular music.

La musica dei Nice e’ molto meno semplice di quanto possa apparire; anche nei brani piu’ disimpegnati vi sono numerosi segnali di tale cambiamento.