NAPOLI CENTRALE Napoli Centrale

James Senese – voce principale, sax tenore acustico ed elettrico, fiati.

Mark Harris – piano elettrico Fender.

Tony Walmsley – basso e chitarra. Franco Del Prete – batteria, percussioni.

James Senese e Franco Del Prete suonavano insieme da anni militando in interessanti formazioni di rhythm and blues. Costituiscono a meta’ degli anni ’70 i Napoli Centrale ed entrano in studio con Mark Harris e Tony Walmsley (questi due poi entreranno nei Rovescio Della Medaglia). Ne esce un album dal titolo omonimo : fresco e coinvolgente. “Napoli Centrale” presenta un suono jazz-rock, per nulla cervellotico, e contaminato da testi e canti in napoletano, ottimamente assortiti ai temi musicali del gruppo, che trattano problematiche sociali. Il primo brano del disco “Campagna” esce anche in 45 giri e va in classifica nazionale portando popolarita’ al gruppo : facendo da traino alle vendite del LP.

Dopo l’ introduzione di 1 minuto e 35 secondi dal puro sapore jazz elettrico nel quale Senese presenta i componenti della band parte “Campagna” con un ritmo perfettamente oscillante. Il brano e’ vivace e sostenuto dal piano elettrico di Harris che da’ colpi anch’ essi ritmici e poco melodici. Senese giganteggia al sax intervenendo con vocalizzi ed urlatine. Il ritornello e’ allegro. Cambi di tempo lo rinvigoriscono portandolo nei due minuti finali in assoli un tantinello sperimentali senza mai disturbare il sax melodico.

” ‘A gente ‘e Bucciano” ha una prima fase molto lenta per piano Fender e sax di un minuto e 40 secondi. Poi entrano basso e batteria ottimamente ritmati dall’ inizio alla fine. Il canto e’ napoletano stretto. Quindi piano elettrico e sax delineano temi di fuga dal brano stesso risultando, a volte, troppo ripetitivi. Nel finale si torna alla melodia iniziale della song.

“Pensione Floridiana” e’ puro jazz elettrico uscito dai ribollii di un blues elettrico che si e’ dimenticato delle dodici battute. Il sax e’ pulito e cosi’ dicasi degli altri strumenti. A volte Harris ha nel brano carattere di disturbo.

“Viecchie, mugliere, muorte e criaturi” apre con 45 secondi di jazz sognante; quindi si tuffa in un giro logorroico di basso, batteria e tastiere sopra il quale James canta da far suo. Nella fase centrale ancora Senese ad imperare tra assoli di sax, urlate e gorgheggi vari. Il brano e’ modesto, ma la ripetitivita’ del ritmo e’ troppo stufante e prevaricante.

“Vico primo Parise n’8” presenta due sax che disegnano linee proprie. Basso e piano elettrico stanno sotto. Batteria e piatti in spolvero. Il pezzo non evolve, sembra sempre trattenersi, tra nuvole di fiati e gorgheggi e fischi e pizzicate di piano Fender. Siamo nel caos controllato dei Napoli Centrale.

‘O lupo s’ha mangiato ‘a pecurella e’ in tre parti. La prima di sapore Milesiano. La seconda piu’ marcata ma sempre su quella linea. La terza, piu’ originale, perche’ introduce caotici inserimenti di voci napoletane di quartiere.

La mente dei Napoli Centrale e’ il mulatto James Senese, ma questo primo disco porta in se’, in tutti i pezzi, anche la firma di Del Prete. E’ anche l’ album piu’ bello, sebbene quello successivo di appena un anno dopo “Mattanza” sia sugli stessi buoni livelli.

Questo disco fotografa appieno la volonta’ dei gruppi italiani di quegli anni di inserire le nuove sonorita’ che provenivano dall’ Inghilterra e dagli USA facendole proprie, rendendole italiane ed in questo caso partenopee. Il jazz-rock dei Napoli Centrale e’ un pilastro di un ponte immaginario, inserito tra i temi sonori gia’ espressi da grandi gruppi come i Weather Reaport e le sonorita’ emergenti meditarranee.

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