Moby Grape Wow/Grape Jam

Peter Lewis – chitarra, voce. Jerry Miller – chitarra, voce. Bob Mosley – basso, voce.

Skip Spence – chitarra, voce, batteria. Don Stevenson – batteria, voce.

guests : Michael Bloomfield – piano. Al Kooper – piano.

Moby Grape “Wow/Grape Jam”.

I Moby Grape vennero formati da Alexander “Skip” Spence (passato dalla batteria alla chitarra ritmica – morto nel 1999) dopo il suo divorzio dai Jefferson Airplane. Lanciati con un grande tam-tam pubblicitario sull’ onda del fenomeno hippy, esordirono nel giugno 1967 con “Moby Grape”.

L’album d’esordio dei Moby Grape, s’impose immediatamente per freschezza ed originalita’ compositiva, sebbene al Festival di Monterey del giugno 1967 il gruppo venne sonoramente fischiato. Era un LP che fu pubblicato anche su 45 giri (ne uscirono cinque per un totale di dieci canzoni). Sull’album figurava uno degli inni dell’estate degli hippy, “Omaha”, accanto a canzoni eccentriche come “Hey Grandma”, “Fall On You”, “Come In The Morning”, “Changes”. Era un album di canzoni, in un periodo in cui l’acid-rock stava producendo i suoi esperimenti piu’ arditi. Esperimenti che i Moby Grape incisero nel successivo “Wow” (Columbia, 1968), dai contenuti ancora piu’ eccentrici del primo LP, e divenuto famoso perche’ contenente un intero bonus album con la storica “Grape Jam” con Mike Bloomfield ed Al Kooper : un’ingenua festa improvvisata fra amici piu’ o meno illustri che trasferi’ in campo jazz, blues e country gli happening dei figli dei fiori.

“”Wow””

“The Place and the Time” e’ un pezzo pioneristico che ricorda i primi Pink Floyd e risente ancora fortemente dei ritmi della Beat music.

“Murder in My Heart for the Judge” e’ un brano che ricalca il rock europeo; a virtuosismi controllati e ritmica estremamente curata e piacevole sovrappone una voce solista di tipo soul cui si aggiunge un coro tipico delle bande rock inizio anni 70′.

“Bitter Wind” ha un inizio orientaleggiante di chitarra acustica a cui segue, come nel brano precedente, una voce solista imperiosa alla quale fa da contraltare un coro dal ritmo soft tipico delle isole caraibiche (alla Belafonte o alla Tokens e perche’ no alla Presley, per intenderci).

“Can’t Be So Bad” e’ un pezzo estremamente moderno per l’epoca, con base rock’n roll, condito da virtuosismi di batteria e chitarra elettrica, caratteristica tipica delle grandi band rock di fine anni 60′ ed inizio anni 70′.

“Just Like Gene Autry: A Foxtrot” : musica da ballo, lenta anni 30′ … potrebbe tranquillamente far parte della colonna sonora del film “Aviator”.

“He” e’ una canzone lenta e ritmata che ricorda lo stile, tra 1965 e 1966, di John B. Sebastian; da meta’ brano circa inizia un percorso classicheggiante. “He” verra’ utillizzato successivamente nel 1974 come titolo (onomatopeico per i discografici) dalle meteore Today’s People, per un successo travolgente.

“Motorcycle Irene” inizia (ovviamente) con il rumore di una motocicletta. In questa canzone viene utilizzata molto la ritmica. La song si adagia su un tema blando e riflessivo per poi far seguire un ritornello piu’ ritmico ed in cresendo.

“Three-Four” e’ un pezzo lento basato tutto sulla ritmica, quasi una love-song. Non si eccede in acuti, anzi da meta’ brano circa, strumenti a corda (viola o violino e contrabbasso) danno una vena classica alla canzone.

“Funky-Tunk” e’ un brano tipico dei figliocci di Dylan prettamente folk… anzi quasi country.

“Rose Colored Eyes” presenta un arpeggio cadenzato di chitarra classica integrata in un un brano lento (sullo stile di “The Place and the Time”). Verso la fine del pezzo si interrompe l’arpeggio e la chitarra assume un ritmo quasi folk.

In “Miller’s Blues” i Moby Grape dimostrano di essere non solo bravi ma anche versatili… “MIller’s Blues” e’ infatti un blues puro di stampo classico alla Sonny Rhoads Band, Jimmy Whiterspoon o BB King.

“Naked, If I Want To” e’ un pezzo corto e brioso, con ritmo allegro e cadenzato.

“”Grape Jam””

“Never” : bel blues, piu’ lento rispetto a “Miller’s Blues” ed impreziosito da una ottima voce solista.

“Boysenberry Jam” e’ un pezzo totalmente strumentale su base rock-blues (alla Clapton per intenderci) con virtuosismi lenti ma precisi di chitarra elettrica.

“Black Currant Jam” e’ un altro pezzo strumentale con ritmi iniziali che si accostano al jazz, cui seguono assoli blues di chitarra elettrica; la presenza successiva del pianoforte impreziosisce ulteriormente il livello compositivo.

“Marmalade” e’ un altro brano di ispirazione chiaramente blues ma con prevalente presenza di pianoforte rispetto alla chitarra.

“Lake” … .

Alexander Spence se ne ando’ subito dopo “Wow/Grape Jam”, per problemi psichici personali. Ma a detta di una parte della critica musicale doveva ancora dare il suo capolavoro, che venne con il suo unico disco solista, “Oar” (1969), registrato in un giorno solo suonando tutti gli strumenti da se’. Quella raccolta di ballate psichedeliche fondo’ un genere di space blues e space country che aveva pochi precedenti, con ottimi brani come “Diana”, “War In Peace”, e che culmina nella trance surreale di “Grey/Afro”.

Spence finira’ purtroppo come il suo corrispettivo britannico, Syd Barrett, distrutto da squilibri mentali. Spence viveva gia’ in un sanatorium quando registro’ l’album a Nashville. Vent’anni dopo verra’ pubblicato un brano registrato nel 1972, “All My Life” (Sundazed, 2000) che sembra dei Beatles.

Il resto del gruppo si riformo’ un po’ di volte per registrare album di mediocre country-rock: “Moby Grape 69” (1969), “Truly Fine Citizen” (1970), “20 Granite Creek” (1972).

Grape Jam