LITTLE FEAT Dixie Chicken

Lowell George – chitarre, voce principale, armonica. Paul Barrere – chitarre e voce. Kenny Gradney – basso.

Richard Hayward – batteria, percussioni, voce. Bill Payne – tastiere, sint, piano, piano elettrico, voce. Sam Clayton – conga

guests : Milt Holland – tabla. Malcolm Cecil – sintetizzatori. Fred Tackett – chitarra acustica.

Daring Dan Hutton, Bonnie Bramlett, Debbie Lindsey, Trett Fure, Gloria Jones, Stephanie Spurville, Bonnie Raitt – cori. … flauto : ???

Dieci brani con echi di country, dixie, gospel, honky tonk, bluegrass, blues e rock. Un ibrido, dunque, questo “Dixie chicken” datato 1973 dei Little Feat e prodotto dal leader del gruppo Lowell George. I sei strumentisti non percorrono nuove strade, tutt’ altro, ricercano le vecchie radici della musica americana rielaborandole all’ interno del rock dei ’70. Ne esce un gran bel disco.

Un pianoforte che sembra uscire dai bar dei sobborghi di New Orleans. “Dixie Chicken” si muove tra ‘dixie’ d’ annata con qualche rockeggiante schitarrata.

“Two Trains” prende i binari di un easy rock i cui ritmi sono portati dal basso; viene arrangiato da un piano e voci corali in stile gospel.

La countreggiante “Roll Um Easy” non ha i contorni di “Willin'” – dal precedente album -. Chitarra acustica, voce ed armonica e steel guitar all’ insegna di un pezzo sofferto dagli accenti bluegrass.

E’ una straordinaria cover di Allen Toussaint “On your Way down”. Qui il brano si muove tra elementi blues, gospel, rock e country. Parte centrale affidata ad assaggi di pianoforte e tastiera fredda sopra i quali interagisce una chitarra elettrica liquida.

Percussioni e stacchetti di batteria tratteggiano immediatamente la crepuscolare “Kiss it off”. Pochi i suoni dei vari strumenti, ma ben inseriti e cantato notevolmente sofferto.

“Fool yourself” e’ un country – rock ben costruito soprattutto con le voci che interagiscono facendo crescere il pezzo.

Country-rock-honky tonk. Questa la miscellanea di “Walkin all Night”, brano fortemente gradevole per i cori accentuati e la guitar che impreziosisce.

Ha le movenze di un rock bluesato “Fat Man in the Bathtub” , song dai tratti ritmici singhiozzanti. Chitarra sporca e coretti; quindi col ritornello i L. F. la fanno entrare in un honky tonk di rollingstoniana memoria.

Un bel piano elettrico e flauto stanno alla base di “Juliette”. Buona song con forti sfumature intimiste che solo nel finale spazia anche in territori rockeggianti.

Tutta strumentale “Lafayette Railroad”, che chiude l’ album dei L. F. : morbida, con accenti di basso fortemente blues e con tinte jazzate da un piano elettrico che si prende gran parte dello spazio del brano. Sopra il tutto colora un’ ottima guitar di stampo prettamente sudista.

Va piu’ in la’ del precedente “Sailin’ Shoes”. Nonostante manchi di un hit come “Willin'” i Little Feat di “Dixie chicken” mettono insieme un album ottimo di grande spessore rock con tutte le radici in esso ben inserite. I sei musicisti (precedentemente la band era costituita da quattro elementi) sono aiutati in studio da validissimi strumentisti e da una squadra di coriste che determinano i tratti funkeggianti e gospel del disco.

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