LINDISFARNE Nicely out of Tune

Alan Hull – voce principale, chitarra acustica e chitarra acustica a 12 corde, piano, tastiere, violino.

Ray Jackson – voce, fiati, mandolino, armonica.

Rod Clements – basso, tastiere, piano, violino, chitarre, voce. Ray Laidlaw – batteria, percussioni.

Simon Cowe – voce, chitarra acustica e chitarra acustica a 12 corde, mandolino, banjo.

Folk, rock, country … ed un pizzico di “progressive” in questo gradevolissimo album d’ esordio dei Lindisfarne, datato 1969. Un album semplice, non semplicistico, ben miscelato nei vari stili. Ritmo easy e varieta’ di songs. La bellezza del gruppo sono la ricchezza di chitarre acustiche, soprattutto le 12 corde e le armonie vocali nei ritornelli davvero splendidi. Altra grande caratteristica : la poliedricita’ di ciascun componente dei Lindisfarne alle prese con piu’ strumenti musicali.

Chitarra acustica ed un Hammond su due accordi per questa straordinaria “Lady Eleanor” dal ritornello piacevolissimo e da accenni di psichedelia. E’ accarezzata da percussioni delicate.

Maggior ritmo per “Road to Kingdom Come” sostenuto da una ottima simbiosi di basso e batteria. Ma la caatteristica della canzone sono le magie al violino.

Splendida “Winter Song”. Una ricchezza di acusticita’ e canto.

Sorretta dalla ritmica di una chitarra elettrica “Turn a Deaf Ear” sfodera un altro dei ritornelli corali dei Lindisfarne con un organo che interviene per dare maggior corpo al pezzo.

Impasti vocali di grande effetto in “Clear White Light – part 2”. Grande lavoro percussivo e lavoro ritmico affidato ad un esercito di chitarre acustiche.

“We Can Swing Together” e’ davvero ricco di strumenti. Ottimamente ritmato e splendidamente arricchito dai cori.

Ecco il leggero progressive dei Lindisfarne in “Alan in the River with Flowers”. Le tastiere si muovono affiancando la notevole acusticita’ del brano e l’ immediatezza dei ritornelli.

Bel piano ritmico ma breve in “Down”. Il sound subito entra nei territori di un rock’ n’ roll elettro-acustico con scherzosi inserimenti di Ray Jackson.

Gran bel brano anche “The Things I Should Have Said”. Ritmo non pesante ed inserimenti progressivi donati da fraseggi d’ organo e di piano.

Folk come se piovesse in “Jackhammer Blues”. Ed infatti i Lindisfarne la prendono a W. Guthrie. Uno stornello campagnolo, ritmato, per danze campestri.

“Scarecrow Song” e’ costruita da piano e chitarre acustiche. Il canto e’ malinconico. Alan Hull aggiunge animo. La song va a chiudere il disco in perfetto stile Lindisfarne.

Le cronache rivelano che il contratto discografico per i cinque avvenne grazie all’ innamoramento di Tony Stratton Smith della Charisma per il modo particolare di Ray Jackson di suonare la sua armonica. Beh, meglio cosi’. “Nicely Out of Tune” viene pubblicato nel 1969 per il piacere di moltissimi fans che gia’ seguivano i Lindisfarne nei vari festival folk-rock europei. Un disco non appesantito da sovraincisioni di tastiere e distorsioni di chitarre e che scivola brano dopo brano come miele mostrando i Lindisfarne al vertice della loro creativita’ musicale.

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