Recensione La locandiera delle Belle Bandiere

La locandiera delle Belle Bandiere

11:17 – venerdì 05 marzo 2010

La locandiera

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La locandiera delle Belle Bandiere

Siamo ormai abituati e vedere i testi di Carlo Goldoni riletti se non proprio completamente rivoluzionati. Il secolo appena trascorso, del resto, ha visto succedersi interpretazioni importanti del grande commediografo veneziano da Visconti a Strehler fino a Cobelli, e nel secolo nuovo Servillo.

Fra i testi più indagati e più “riscritti” scenicamente c’è senza dubbio La locandiera forse per l’indubbia modernità dell’approccio al personaggio femminile, ribelle nei confronti dei comportamenti del tempo, in lotta per la propria libertà, significativamente consapevole della dignità dell’essere donna anche se alla fine non potrà fare a meno di accettare il male minore: il matrimonio con il suo cameriere Fabrizio. È duro gestire una locanda se si è donna e non …

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Recensione Paolo Rossi. Sulla strada ancora

Paolo Rossi. Sulla strada ancora

20:38 – sabato 14 febbraio 2009

Paolo Rossi

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Paolo Rossi. Sulla strada ancora

Magicamente, nella Scatola magica del Teatro Strehler, di fronte a un pubblico di poco più di 70 persone (tante la sala ne contiene) dove gli spettatori più piccoli incontrano spesso per la prima volta il teatro, quel grande bambino che è Paolo Rossi, ha ritrovato se stesso, regalando al suo pubblico un pezzo della sua storia. Anzi costringendolo ad accompagnarlo on the road su di una strada pericolosa che Paolo ha percorso in silenzio e nota solo agli amici e alle persone più care: un’assenza ben custodita, senza pettegolezzi.

Certo si sapeva di uno spettacolo che doveva andare in scena ma svanito nel nulla, lo si era visto, un po’ stralunato per la verità, ad alcune …

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Recensione La trilogia della villeggiatura

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La trilogia della villeggiatura

Un Goldoni che ha sciacquato – per così dire – i suoi panni a Mergellina, come un crocevia di storie di attori e di stili che si mettono a confronto. Succede se a firmare la regia della Trilogia della villeggiatura è un regista-attore come Toni Servillo, interprete molto amato dal pubblico sia cinematografico che teatrale al suo atteso debutto in questo spettacolo coprodotto da Teatri Uniti e dal Piccolo Teatro.

Un Goldoni un po’ speciale con tre commedie scritte in italiano che ha ormai abbandonato le maschere e che qui racconta una storia di borghesi squattrinati e di ragazze in fiore, di amori infelici, di pettegolezzi, di inquietudini, di ordinaria infelicità nel perenne contrasto fra vecchi e giovani, fra l’aspettativa di un mondo diverso che non si realizzerà e l’accettazione …

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Recensione La Fura dels Baus: Metamorfosis

La Fura dels Baus: Metamorfosis

23:31 – giovedì 12 febbraio 2009

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La Fura dels Baus: Metamorfosis

È perlomeno doppia la Metamorfosis della compagnia di teatro visuale catalana La Fura dels Baus, attualmente in tournée nel nostro Paese. La prima è quella celeberrima del romanzo di Franz Kafka da cui lo spettacolo è tratto; la seconda è quella operata dal direttore artistico Alex Ollè e dallo sceneggiatore Javier Daulte – alla sua prima collaborazione «furera». Inserita la parola tra gli elementi portanti e abbandonati i grandi spazi, i cast con decine di artisti (qui solo cinque), soprattutto disarmato buona parte del suo potenziale provocatorio, i due inseguono un modello di teatro più «istituzionale», potente ma solo a tratti, affetto da cadute di ritmo e momenti didascalici.

Lo spettacolo si apre su un enorme telo bianco …

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Recensione Eduardo e Bernhard secondo Cecchi

Eduardo e Bernhard secondo Cecchi

23:50 – sabato 15 dicembre 2007

Claus Peymann… Nella foto, Carlo Cecchi ed Elia Schilton

Sik Sik. L’artefice magico. Nella foto, Carlo Cecchi e Angelica Ippolito

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Eduardo e Bernhard secondo Cecchi

Non era un’inaugurazione, non era una riapertura ufficiale perché in realtà il cantiere è ancora aperto, e da qui a fine stagione, quando il progetto verrà portato a compimento, restano ancora molti lavori da ultimare: però, di fatto, il Teatro Franco Parenti sta uscendo dal tunnel delle ristrutturazioni, e nel suo nuovo aspetto – legno grezzo e mattoni, bellissimo – torna a svolgere, seppure non continuativamente, il proprio compito, che è quello di accogliere spettacoli. E il primo di essi, non a caso, è un “dittico” di Carlo Cecchi sul teatro stesso, che mette insieme curiosamente tre scenette …

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Recensione Passio Laetitiae et Felicitatis

Passio Laetitiae et Felicitatis

06:48 – mercoledì 21 gennaio 2009

© Federico Riva

Laura Marinoni e Silvia Altrui in Passio Laetitiae et Felicitatis di Giovanni Testori. Regia di Valter Malosti

© Federico Riva

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Passio Laetitiae et Felicitatis

Rivelando una straordinaria coerenza dell’ispirazione, unita a una incessante ricchezza espressiva, le opere di Testori si presentano – specialmente in un certo periodo, fra la fine degli anni Sessanta e il quindicennio successivo – quasi come un blocco unico, un fitto intreccio di rimandi e citazioni dove gli stessi temi, la stessa densa costruzione linguistica rimbalzano dal teatro alla narrativa alla poesia. Più avanti verrà l’adesione a Comunione e Liberazione e il “rientro”, se così si può dire, nell’alveo di una fede meno tormentata e contraddittoria: ma quella è l’epoca dello “scandalo”, di una sacralità che si …

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Recensione Hey girl! della Raffaello Sanzio

Hey girl! della Raffaello Sanzio

00:12 – martedì 30 giugno 2009

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Hey girl! della Raffaello Sanzio

Dopo i trionfi europei della Tragedia Endogonidia, la Socìetas Raffaello Sanzio porta in scena un nuovo spettacolo – Hey girl! – destinato, c’è da giurarci, a un lungo giro per i festival e i teatri europei.

Strano destino quello della Raffaello, di diritto il gruppo di punta del teatro di ricerca italiano: osannati un po’ ovunque, destinati spesso all’onore delle prime pagine dei giornali stranieri, subiscono (sia pure non sempre) in patria uno strano ostracismo. Così se vi capita vicino a dove vivete non perdetevi questo loro nuovo lavoro: per chi già conosce il gruppo di Cesena sarà la conferma della loro bravura; per chi non li ha mai visti l’incontro con un modo inaspettato di fare teatro. …

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Recensione Pagliacci e Cavalleria rusticana

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Pagliacci e Cavalleria rusticana

L’accoppiata è classica, ma, stavolta, invertita: prima Pagliacci, poi La Cavalleria rusticana, decisione che ha irritato uno dei nostri massimi critici, Paolo Isotta, che parla di “errore di grammatica”. Non saprei, e cedo al sapere dello studioso. Dal punto di vista cronologico però sì, poiché l’opera di Mascagni fu presentata per la prima volta nel 1890 e quella di Leoncavallo nel 1892; ma si può invenire anche un’altra ragione, meno banale: chè, se la Cavalleria è totalmente legata al suo secolo, musicalmente e strutturalmente, i Pagliacci hanno fremiti novecenteschi, non fosse altro per quel “teatro nel teatro” che avrà sviluppi ramificatissimi (Pirandello), senza peraltro inferirne una superiorità artistica.

Comunque il povero Leoncavallo, bistrattato da molta critica e anche dai colleghi – Mascagni lo definiva doppia bestia, scindendone il cognome – …

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Recensione Complexions, dagli Usa con ardore

Complexions, dagli Usa con ardore

20:36 – lunedì 28 febbraio 2011

Complexions Contemporary Ballet

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Complexions, dagli Usa con ardore

Complexions, la compagnia multirazziale fondata sedici anni fa a New York dai due superlativi danzatori afroamericani Dwight Rhoden e Desmond Richardson, è una perfetta rappresentazione della visione della danza euforica, energizzante, ad altissimo livello tecnico e interpretativo tipica dell’attuale panorama statunitense.

Un gruppo di danzatori di diverse etnie e fisicità, capaci di passare con assoluta nonchalance dalla tecnica classica più virtuosistica ai fondamenti purissimi della storica modern dance, al jazz e free style fatti come Dio comanda, il tutto declinato a velocità irresistibile, con uno sciorinio di energia e una prova di tenuta fisica davvero magistrale. E in più, in ogni momento dell’esecuzione, con uno specialissimo “attack”- come lo chiamano gli americani – ovvero quel …

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Recensione La Cenerentola di Matthew Bourne

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La Cenerentola di Matthew Bourne

L’8 marzo 1941 la Luftwaffe nazista bombardò Londra, distruggendo, tra l’altro, la sala da ballo del Cafè de Paris: il raid causò morte, dolore e distruzione ma insieme suscitò nell’indomito spirito britannico un spirito di revenge, ben ispirato dalle parole di Churchill. Parole diventate epica, in seguito: così come il Blitz è diventato una delle pagine più dolorose e potenti della storia patria, tramandato come esempio della capacità di risorgere di un popolo piagato ma mai vinto.

Cinderella, il nuovo “show” di Matthew Bourne che Ravenna Festival ha proposto al pubblico italiano in prima nazionale, è letteralmente intriso di questo spirito, insieme nostalgico, affettuoso, malinconico e partecipe. Lo è fin dalle prime battute: quando il pubblico viene accolto in sala dal rumore degli aerei che sembrano sorvolare lo spazio; …

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Recensione I dieci anni dei Cantieri Koreja

I dieci anni dei Cantieri Koreja

18:04 – venerdì 08 gennaio 2010

Il calapranzi, regia di Salvatore Tramacere per Cantieri Teatrali Koreja

© Elisabetta Manta

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I dieci anni dei Cantieri Koreja

Per chi arriva a Lecce, sopraffatto dalla bellezza del mortifero barocco pugliese, entrare nei Cantieri Teatrali Koreja – un edificio ex-industriale all’immediata periferia della città – significa fare un salto geografico e temporale notevole. Come entrare in un teatro della Berlino underground, o di New York più di tendenza: insomma, entrare in uno spazio ipercontemporaneo, caldo, pieno di musica e di immagini. Il visitatore è accolto, però, con affetto tutto meridiano: segno di una cura per l’ospitalità che è rara in molti teatri italiani.

I Cantieri Teatrali, costruiti – letteralmente – dalla compagnia Koreja Teatro compiono dieci anni: oggi sono un punto di …

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Recensione Ultimi rimorsi prima dell’oblio

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Ultimi rimorsi prima dell’oblio

È una specie di “grande freddo” questo Ultimi rimorsi prima dell’oblio, di Jean Luc Lagarce, ultima in ordine di tempo fra le commedie di quest’autore francese diventato famoso dopo la morte precoce, rappresentate in Italia in questo che può giustamente essere definito come “l’anno Largace”. Ma al contrario che nel film di Lawrence Kasdan, qui i sei personaggi si riuniscono in una casa di campagna non per ricordare l’amico morto ma per firmare gli atti della vendita di quella casa in cui tre di loro hanno vissuto a lungo, nel tempo della giovinezza, una storia d’amore a tre.

Se c’è qualcosa di morto, in questa storia che può contare sulla bella traduzione di Franco Quadri, sono proprio loro, i personaggi, e il grande freddo è sceso sui loro sentimenti, sulle …

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Premiata Forneria Marconi – ( PFM ) – L’ Isola di Niente

Franco Mussida – chitarra elettrica, chitarra acustica, voce solista.

Flavio Premoli – piano, tastiere e voce solista. Mauro Pagani – violino, flauto e voce.

Jan Patrick Djivas – basso e voce. Franz Di Cioccio – batteria, percussioni e voce.

guests : Claudio Fabi – arrangiamenti. coro ”Accademia Paolina da Milano”.

Nati sulle ceneri de I Quelli, gruppo beat della fine degli anni ’60, Mussida, Premoli, Di Cioccio, Pagani : si sono affermati inizialmente quali sessionmen negli studi discografici della Ricordi. Da menzionare la loro partecipazione in gran parte dei dischi di Battisti all’ epoca della Ricordi. Quindi con Giorgio Piazza al basso si costituiscono in Premiata Forneria Marconi agli inizi degli anni ’70 raccogliendo le influenze del rock progressivo inglese per renderle proprie. Dapprima gruppo spalla nei concerti dei gruppi rock stranieri sono riusciti immediatamente a crearsi una nutrita schiera di pubblico che saltava gioiosa sulla tarantella-rock “E’ la festa” …

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Popol Vuh Hosianna Mantra

guests : Conny Veit : chitarre elettriche e 12 corde. Robert Eliscu – oboe.

Djong Yun – soprano coreana. Klaus Viese – percussioni.

Alois Gromer – sitar. Fritz Somkeimer – violino.

Popol Vuh “Hosianna Mantra”.

I Popol Vuh nascono per volonta’ di Florian Fricke nella Germania del 1969. Il nome deriva dal libro dei morti degli antichi Maya. Il primo album del 1970 “Affenstunde” e’ orientato verso il pop elettronico. Con il secondo del 1971 “In Der Garden Pharaos” che mischia l’ elettronica alla musica classica il gruppo si fa notare… Ma e’ con il terzo album del 1972 “Hosianna Mantra”, con una formazione rimaneggiata ed estesa, i Popol Vuh giungono a farsi conoscere fuori dai confini tedeschi.

Il gruppo di Florian Fricke tocca l’ apice creativo con questo LP che fonde, molto in anticipo sui tempi, spiritualita’ moderne ed antiche. E’ l’ inizio primordiale di quella che verra’ definita …

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POOH Parsifal

Dody Battaglia – voce principale, chitarra elettrica ritmica e solista, chitarra acustica.

Roby Facchinetti – voce principale e cori, tastiere, piano, effetti.

Red Canzian – basso. Stefano D’ Orazio – batteria, percussioni.

guests : orchestra. Valerio Negrini : testi.

Nel 1973, con “Parsifal”, Red Canzian giunge a sostituire Riccardo Fogli e Stefano D’Orazio si siede al posto di Valerio Negrini che rimane comunque il ”quinto” Pooh per i testi delle songs.

Ma il valore di “Parsifal” non risiede, ovviamente in questo. Il periodo musicale era quello del rock sinfonico, con spartiti dilatati, lunghe parti strumentali, sontuose orchestrazioni. E questo fu per alcuni un pregio; per altri un difetto : dell’ album. I Pooh : l’orchestra l’avevano sempre usata. Quello che i quattro non avevano mai fatto e che per questo li incuriosiva : era la lunga song, ovvero la suite. Cioe’ confrontarsi con i gruppi ‘progressive’ inglesi. E con la …

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